Tecnodidablog

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E la neve cade …

Pubblicato da anafesto su 12 dicembre 2008

Abbiamo finito gli incontri in presenza dei nostri corsi DidaPAT 2008 (BMS2 e CU3) così …

Palazzo Istruzione - Provincia Autonoma di Trento, Trento 10/12/2008

Palazzo Istruzione - Provincia Autonoma di Trento, Trento 10/12/2008

Un finale suggestivo e quantomai natalizio, documentato in un web album realizzato con Picasa, mettendo on line le foto realizzate con un palmare.
La tecnologia è ormai mobile, ci segue nel quotidiano con “naturalezza” e tutto può finire nella grande rete che ormai, oltre alle informazioni, contiene le persone, i loro pensieri, i loro prodotti, i loro modi di essere, gli eventi a cui partecipano, le loro emozioni e percezioni del mondo in una “grande conversazione“.

Pensare, studiare, produrre, rappresentando se stessi e proponendosi al dialogo in Internet, divenuta ormai dimensione gobale d’incontro: una potenzialità enorme per la didattica, anzi un modo imprescindibile per gestire i processi di apprendimento e l’educazione alla nuova cittadinanza digitale. La scuola può superare i limiti dell’apprendimento “fuori contesto”, può uscire dall’autoreferenzialità delle produzioni “scolastiche”, può passare dalle simulazioni alle azioni concrete, rendendo ricche di significati reali le esperienze realizzate dagli studenti.

Anche attività tradizionali come quella del V Circolo di Treviso, dal titolo “E la neve cade …” (tanto per rimanere in clima), di ormai lontana realizzazione (2000-2001, un’era per la velocità di sviluppo di Internet), in cui i bambini, guidati dalla maestra Eliana, scrivono poesie e le illustrano con disegni, assumono oggi significati più profondi nel nuovo Web: se la rete allora era fatta di “siti” in cui pubblicare i propri scritti, collocare i propri cartelloni, oggi essa si propone come insieme di “luoghi” in cui i singoli e le comunità agiscono e sviluppano forti relazioni. Quei bambini del 2000, ormai adolescenti, se ieri semplicemente presentavano i loro elaborati scolastici, propongono oggi, di fatto, un momento dello sviluppo della loro personalità all’interazione e all’incontro con gli altri.

E la neve cade - Marco

E la neve cade - Marco (V Circolo Didattico di Treviso, 2000-2001)

Franco Torcellan

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Macchine Sonore: poesia, musica e tecnologie

Pubblicato da anafesto su 16 novembre 2008

Blog Macchine Sonore

Blog "Macchine Sonore"

Macchine Sonore è un blog di Elisabetta Nanni, insegnante di musica presso la Scuola Secondaria di Primo Grado di Baselga di Pinè (TN), che realizza con i propri studenti innovative sperimentazioni didattiche che integrano linguaggi visivi e linguaggi sonori e che portano a produzioni poetiche multimediali e ad artefatti sinestetici.
Interessanti, in particolare, le elaborazioni in cui è stato usato il generatore di word clouds Wordle.

fluSSidiverSi, Poesia e poeti di Alpe-Adria

fluSSidiverSi, Poesia e poeti di Alpe-Adria

Sinestesie, onomatopee, tag clouds, computer come “macchina poetica”, sono stati anche i campi di esplorazione proposti dai laboratori didattici che Elisabetta, insieme a Luisanna Fiorini dell’Istituto Pedagogico di Bolzano, ha condotto, con i bambini delle scuole elementari, presso l’Istituto Comprensivo “A. Palladio” di Caorle (VE)), il 19 e 20 settembre scorsi, nell’ambito del meeting fluSSidiversi, Poesia e poeti di Alpe-Adria.

Un’ampia documentazione, in stile Web 2.0, è fruibile su flickr, Dipity, dotSUB, Wordle e sul podcast Suoni poetici.

Podcast "Suoni Poetici"

Podcast "Suoni poetici"

Franco Torcellan

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Il simbolismo impressionistico di Pascoli con Wordle

Pubblicato da tecnodidablog su 12 novembre 2008

Con Wordle, il generatore di nuvole di tag artistiche, la parola si fa forma, colore e (re)-interpretazione.
Le parole più grandi sono quelle che appaiono con maggiore frequenza, la resa grafica  può essere modificata in termini di font, colori, layout. Le immagini diventano proprietà di chi le ha create e possono essere stampate o salvate in una galleria pubblica.
Il servizio di Wordle ci è parso utile per avvicinarci alla poetica pascoliana simbolista e impressionistica; abbiamo avuto l’opportunità così di evitare il ricorso associativo ad immagini naturalistiche – che il poeta comunque richiama  – per non rimanere intrappolati negli aspetti denotativi, possibile ostacolo alla comprensione dell’interiorità di Pascoli. La preferenza per la soluzione della poesia visiva è risultata assai più evocativa.

Le liriche Temporale, Il lampo, Il tuono sono esempi molto significativi dell’impressionismo e del simbolismo di Myrice di Pascoli. Il fenomeno temporalesco è un avvenimento psicologico, soggettivo, non è un evento naturale; la sostanza è quindi simbolica e la rappresentazione è impressionistica. Ciò determina un fraseggio spezzato, fatto di asindeti, ellissi, frasi nominali…
Le tre liriche esprimono il motivo della regressione, cui obbedisce Pascoli-fanciullino, e la costante opposizione esterno/interno, mondo/nido.

L’attenzione qui è rivolta in modo particolare al componimento Il lampo.

IL LAMPO

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Cosa della poesia?
Ci soffermiamo, per ora, soprattutto sui temi che esprimono la radicale opposizione mondo interiore/mondo esterno. Ecco il filo rosso.

Il lampo: Vuole rappresentare l’uccisione e la morte del padre;

E… richiama indistintamente  le voci del passato;
…cielo e terra si mostrò: è un grumo cosmico di tragedia e sofferenza;
bianca bianca… una casa: evoca un tocco di privata, umana sofferenza;
apparì sparì: traduce la precarietà del nido familiare;
nella notte nera: dichiara l’improvvisa tragedia… e la negatività del destino umano

Nella poesia le sequenze paratattiche di aggettivi e verbi creano l’effetto di sospensione e di angoscia.

Gli effetti di Wordle in analogia con Il lampo

Il generatore di nuvole artistiche ci aiuta ad esprimere i temi. Giocando sulla frequenza delle parole cruciali della poesia, riusciamo a creare il contrasto dimensione-colore delle parole per porre in evidenza l’opposizione notte/casa, nero/bianco. Volutamente le abbiamo riportate più numerose nel campo superiore della pagina Create, dove abbiamo incollato il testo.

La dislocazione casuale di aggettivi, verbi e sostantivi, creata da Wordle, rende perfettamente il fraseggio spezzato della lirica. Su questo stesso aspetto noi possiamo in qualche modo “intrometterci” sia agendo sulle occorrenze delle parole, sia intervenendo sulla nuvola con la funzione “Remove” (cursore posizionato sul termine da eliminare > tasto destro > remove…). Il risultato è leggibile nell’immagine attraverso gli spessori delle altre parole –  specie di aggettivi –  non tanto e non solo di quelle cruciali, e gli effetti di addensamento/diradamento.
La “nuvola” di parole, la disposizione centrale, accostata e a diverse altezze degli opposti casa-notte, nera-bianca, la scelta dei colori contrari, bianco-nero, creano l’effetto di una rappresentazione impressionistica. Quella stessa evocata dalla poesia: come un occhio, che, largo, esterrefatto/ s’aprì si chiuse… Come se nella “camera oscura” dell’anima ci fosse una “pellicola” capace di essere impressionata dalle immagini esterne. Questo noi abbiamo cercato di rendere.
La poesia si è fatta immagine e va gustata nella sua globalità come un artefatto sinestetico. Questa tecnica didattica tecnologica ci ha aiutato a capire aspetti concettuali e formali della poesia pascoliana e a ragionare, a discutere su di essi soprattutto condividendo le diverse soluzioni create “da e con” il generatore Wordle. Attraverso la realizzazione visiva pensiamo di  aver operato come una piccola comunità ermeneutica in dialogo con il poeta.

Scheda Tecnica Artefatto Sinestetico

Roberta Rigo

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