Ho voluto iniziare l’avventura di Didapat allo scopo di mettermi alla prova, per l’ennesima volta, con il mondo delle “macchine” informatiche.
Purtroppo non ho mai avuto tanta dimestichezza con la tecnologia e l’avvento delle “nuove tecnologie”, cosa successa in età adolescenziale, mi ha messo profondamente in crisi.
Ricordo che ho faticato a prendere la decisione di acquistare un telefonino e ancora oggi non so utilizzarlo al meglio, visto che molte funzioni sono per me sconosciute; sono stata costretta a imparare a usare il computer per scrivere la mia lunghissima tesi di laurea ma quante crisi di nervi!! Infatti, oltre a digitare tasti a caso, non sapevo fare granchè altro. Per diventare un po’ più consapevole, mi ero persino iscritta a un corso di computer carissimo: non ci sono stati benefici perché al conduttore del corso non interessava che i corsisti imparassero, quindi parlava utilizzando termini incomprensibili senza mai alzare gli occhi dal suo monitor; io prendevo appunti, ma non capivo e intanto il mio odio per il computer cominciava a crescere.
Ho fatto pace col PC, solo quando ho frequentato la SSIS di Rovereto, dove ho imparato ad essere più autonoma nella realizzazione di documenti informatici (prima dipendevo totalmente da mio fratello più piccolo) e ho capito quanto poteva essere utile il computer al lavoro che avrei fatto “da grande”: l’insegnante.
Ma fra me e l’informatica non è mai nato l’amore: forse perché il computer mi ha sempre dato problemi agli occhi e alla vista, forse perché, essendo pigra per natura, faccio fatica ad applicarmi in ciò che mi costa fatica, chissà … Sta di fatto che, contrariamente a tutte le mie amiche, uso pochissimo la mail per comunicare o spedire foto e tutti gli allegati strani che circolano in rete, e, cosa ancora più grave secondo la maggior parte dei miei coetanei, non mi sono ancora iscritta a Facebook!! Grave, soprattutto perché le mie relazioni sociali ne stanno subendo il contraccolpo!
Dopo tutta questa introduzione, si capisce che per me non è stato facile affrontare e portare a termine il corso di Didapat.
Questo corso non prevedeva solo una frequenza seria e continuativa (questo compito l’ho assolto abbastanza bene o comunque mi sono sforzata a farlo), ma avrebbe richiesto anche un lavoro a casa basato sull’esercizio delle procedure apprese nell’utilizzo dei vari programmi, su un coinvolgimento attivo nel forum, ecc.
Devo ammetterlo: ho tralasciato quasi totalmente i “compiti” che avrei dovuto fare a casa, nonostante mi rendevo conto che solo così avrei veramente imparato. Fortunatamente, i conduttori del corso non mi hanno mai fatto pesare questa cosa e, pazientemente, si sono sempre messi a disposizione per rispiegare contenuti e procedure, anche più volte.
Ho molto apprezzato questo atteggiamento, non mi sono mai sentita giudicata e quindi ciò ha evitato che non mi allontanassi ancora di più dal mondo delle “macchine” informatiche. Mi sono inoltre resa conto che questo mondo è molto cambiato negli ultimi anni ed è sempre più accessibile a tutti, anche agli inguaribili imbranati come me. Devo solo sbloccarmi e sono certa che questo corso, grazie alla disponibilità e all’entusiasmo di colleghi e relatori, mi ha dato tanti imput per provarci.