L’iscrizione al corso era stata caldeggiata da un collega, responsabile del progetto “registro elettronico” dell’istituto dove lavoro: aveva bisogno di un secondo dotato di competenze quanto meno minimali col quale condividere onori (pochi) e oneri (molti). Lo sventurato rispose… Durante gli incontri il lavoro è stato proficuo, persino divertente. Il rapporto con la piattaforma sereno: poche incazzature e depressione minima, anche se nel privato il tempo di dedicarsi agli approfondimenti caldeggiati non si è mai trovato. E’ probabilmente per questo che le competenze acquisite durante gli incontri ufficiali sono andate impallidendo col tempo: al termine del percorso posso comunque dire di aver portato a casa informazioni utili. Se questo possa poi diventare patrimonio spendibile durante il mio lavoro sarà il tempo a dirlo. Sono di quelli convinti che le tecnologie vadano utilizzate a scuola solo se in grado di agevolare il lavoro e non di complicarlo. Sono poi di quelli convinti che il lavoro è lavoro e le attività missionarie attività missionarie: nel senso che gli strumenti con cui sono venuto a contatto durante il percorso potrebbero aprire straordinari scenari didattici, ne sono certo; tuttavia – verificato con mano – il tempo da dedicare alla progettazione e alla realizzazione di procedure “innovative” è eccessivo, non compatibile con la mia personale disponibilità. A meno che Brunetta…
Archivio per 10 dicembre 2008
AUTO
Pubblicato da tecnodidablog su 10 dicembre 2008
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Autobiograficamente
Pubblicato da amedeosavoia su 10 dicembre 2008
Strappato con i denti. Se dovessi descrivere come ho affrontato la partecipazione a questo corso, direi proprio
così: strappato con i denti. Da tempo, da anni, sentivo l’esigenza di trovare uno spazio formativo nella direzione
delle nuove tecnologie e quando mi sono iscritto ho chiuso gli occhi e non ho voluto pensare dove avrei trovato il
tempo per frequentare le quarantotto ore previste.
E’ un ritorno, peraltro, su strade battute anni fa, – era forse il 1993 al Liceo di Rovereto -, e poi abbandonate. Allora si trattava di prendere confidenza con il concetto di ipertesto e usare un programmino per applicarlo nella pratica didattica. Se non ricordo male il programma si chiamava Linkway live della IBM,gli esperti venivano da Bologna e l’attività era associata a un corso di Didattica breve del latino. Per farla breve, ho imparato e quando ho deciso di provare con una classe è successo che la scuola non ha potuto comperare il programma perchè era uscito dal mercato. Abbiamo dovuto lavorare con le copie fornite dagli esperti. Abbiamo creato un ipertesto sulla villa romana di Isera (TN), che forse ho ancora su qualche dischetto ma non si apre più. A quel momento la via imponeva di imparare html. Ho deciso di darmi all’espressione corporea e per tanti anni ci ho lavorato. Proprio dal gruppo di teatro è tornata, tre anni fa, la necessità di lavorare con le nuove tecnologie. C’era, potente, il desiderio di documentare la nostra attività, di creare un luogo della memoria e della cronaca del nostro lavoro. Allora mi sono rivolto a due studenti del liceo e abbiamo – meglio hanno – creato un sito a metà strada fra il blog e l’archivio.
In queste condizioni sono arrivato al corso.
Sentivo di voler fortemente sfruttare questa opportunità pur avendo pochissimo tempo e spazio mentale per seguirla. Ho cercato di dare il massimo durante le ore di attività con Roberta e Franco. Sono stati momenti che ho trovato molto ben pensati e strutturati e ricchissimi di spunti. Scioccamente ho sfruttato poco le opportunità on line, ma per un problema di mentalità. Cioè da buon uomo della pietra concepisco ancora solo le interazioni in presenza. Quando però ho avanzato qualche richiesta di aiuto tecnico soprattutto a Franco ho trovato vergognosamente facile lavorare così a distanza, con l’assistenza di una guida esperta e disponibile.
Un senso di vertigine mi prende quando percepisco le straordinarie opportunità che offre la rete gratuitamente: infiniti programmi con i quali si può fare di tutto con grande agilità. Basta avere idee e contenuti.
Spesso la mia imbecillitas ha rallentato le operazioni, mi sono arenato su procedure banali con un notevole senso di imbarazzo. Ma quando sono riuscito a trovare il tempo per fare un piccolo manuale utilizzando un semplicissimo programma di screen recorder indicatomi da Franco, mi sono sentito bene.
Per il resto la mia collaborazione è stata miserella. Ma voglio dire finora. Non più tardi di stamattina durante un laboratorio a scuola sulla lettura espressiva di fronte a una necessità si è aperta una strada verso una didattica, come si suol dire, inclusiva. Ho saputo che un ragazzo che è dislessico e il mio primo pensiero è stato Audacity, come ho imparato qui.
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Come inserire le mappe nel server map.dschola.it
Pubblicato da amedeosavoia su 10 dicembre 2008
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Autobiografia di Ale
Pubblicato da alecampe su 10 dicembre 2008
Alle scuole medie, il mio Prof. Di Ed. Tecnica, mi fece imparare a memoria la definizione di “tecnologia”: “la tecnologia è la scienza che, programmando processi finalizzati a risultati intenzionali e verificabili, risponde a bisogni singoli e collettivi e produce cambiamenti!”. Ancora la ricordo!
Analizzandola alla luce di questo percorso:
* “risultati intenzionali e verificabili”: ho imparato che esistono software specifici da poter utilizzare e far utilizzare a seconda dell’obiettivo didattico, dell’intenzione.
* “risponde a bisogni singoli e collettivi”: attraverso i programmi che abbiamo imparato ad utilizzare ho potuto rispondere a bisogni miei in quanto persona, miei in quanto insegnante…ma ho imparato anche alcune strategie per condividere i miei lavori con altri e ad insegnare anche alla classe come poterlo fare!
* “produce cambiamenti”: con l’aiuto di questi sussidi informatici può sicuramente cambiare la mia prospettiva del “fare didattica” e la metodologia con cui trasmettere contenuti e competenze può essere resa più piacevole ed efficace per i miei alunni.
Mi sono resa conto di come le belle strutture informatiche che sono presenti nell’ Istituto in cui insegno ( e sono davvero tente!!), siano utilizzate in modo assai ridotto e riduttivo, rispetto al loro effettivo “potenziale formativo”! Spero di poter contribuire ad ampliarne il “raggio di utilizzo”.
Mai mi sarei aspettata, quando me lo hanno proposto, di seguire un corso all’interno di un così ristretto gruppo di fortunati partecipanti e di avere a disposizione, per ogni lezione, ben due insegnanti disponibili, in ogni momento, a fugare ogni mio dubbio e a rispiegare passo per passo, laddove non riuscissi a seguire, i percorsi che ci venivano di volta in volta proposti. Rapporto alunni-insegnanti di 5 sta a 2: una possibilità incredibile per imparare!
Oltre alla loro competenza in materia di “nuove tecnologie”, i due docenti hanno, fin dal primo momento, messo in evidenza una grande capacità relazionale e di “fare didattica” sia attraverso il dialogo “numerico” e il materiale che di volta in volta ci preparavano, sia attraverso l’aspetto “analogico” della comunicazione. E anche questo, a mio parere, è un aspetto su cui noi insegnanti dovremmo riflettere più spesso.
Il materiale che lezione dopo lezione veniva predisposto per noi è, secondo me, di alta qualità e di grande spendibilità sia per noi come allievi che sono qui ad imparare, che per noi come insegnanti che si troveranno poi a riutilizzare con la classe questo o quel percorso a seconda dell’obiettivo prefissato.
Al giorno d’oggi penso che il sapere scegliere e utilizzare le opportune “nuove tecnologie” a favore della didattica, rappresenti per noi insegnanti un requisito importante per poter “trasmettere” agli alunni quelle competenze atte a far maturare in loro le famose “open-skills” in modo interessante e stimolante. Fornire contenuti in modo “interessante…stimolante…motivante” grazie alla tecnologia… Formidabile, no??
Sicuramente per me arricchente anche la cooperazione con le altre corsiste durante le attività in presenza.
Ringrazio i miei Dirigenti Scolastici per avermi proposto e concesso di seguire un corso come questo!…e per avermi affidato il compito tanto complesso, ma significativo di provare a condividere le competenze che dovrei avere acquisito con i miei colleghi dell’Istituto in cui insegno: quanta fiducia hanno riposto proprio in me che tutto sommato, fino a poco tempo fa, con le “nuove tecnologie” non avevo nemmeno un buon rapporto!

Prima di questo corso avevo uno strano rapporto con il computer...
Non immaginavo tutti i risvolti sull’utilizzo delle nuove tecnologie a sostegno della didattica che mi sono stati presentati nel corso di questi 10 interventi formativi! Devo dire che, se ci si lascia coinvolgere da queste nuove tecnologie, ci si trova dinanzi ad un universo nuovo, interessante e soprattutto tutto da sperimentare!

Oggi sono un tantino confusa!!!...
Un unico neo: per acquisire realmente e per rendere operative le competenze acquisite, sarebbe necessario, per quanto mi riguarda, investire molto tempo dinanzi ad un Pc…tempo che in questo momento io non ho, purtroppo!
Grazie di tutto e…ci si vede in Piattaforma!
Alessandra Campedelli
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Metodo SEWCOM (Search the Web with Concept Maps) con la LIM
Pubblicato da gasperettinorma su 10 dicembre 2008
Questo metodo è stato applicato nel nostro laboratorio usando la LIM per costruire mappe concettuali, attraversol’interazione con i metodi di ricerca.
L’utilizzo delle mappe concettuali secondo il metodo Sewcom stimola la capacità di cercare informazioni in modo mirato e organizzare in modo coerente il materiale recuperato. Le mappe condivise possono ridurre i tempi di ricerca. Insomma si tratta di un metodo visuale/metacognitivo che permette di cercare, valutare ed integrare la conoscenza scoperta nel Web.
Descrivo le varie fasi della nostra esperienza, perchè può essere realizzata in classe con gli alunni. Abbiamo utilizzato la lavagna elettronica con il programma Notebook.
Siamo partiti da un concetto iniziale, (Il termine – chiave era PACE) e abbiamo costruito un brainstorming.
Ognuno di noi con la penna colorata ha scritto sulla lavagna una parola-concetto a partire dalle sollecitazioni del tema.
Abbiamo salvato la pagina del brainstorming con Notebook, per archiviare tutte le tappe del lavoro.

Brainstorming
Lavorando sempre sulla LIM, abbiamo ristrutturato la mappa. A turno abbiamo spostato con un doppio click etrascinato con un dito, tutti i vari termini, raggruppandoli in sottogruppi. Ad ogni sottogruppo abbiamo assegnato un titolo, un box (quadrato, cerchio, rettangolo) ed un colore specifico.

Ristrutturazione della mappa
A questo punto ognuno di noi si è scelto un’area di interesse per svilupparla attraverso informazioni o immagini,mediante la ricerca con firefox e organizzando il materiale con scrapboock (un’estensione di firefox).
Successivamente abbiamo linkato le informazioni e le immagini alle key-words. Per linkare ecco cosa devi fare: cerca il collegamento sul web, evidenzia l’oggetto sulla LIM, apri la tendina, scegli collegamento, incolla nello spazio in alto l’indirizzo web, scegli che venga visualizzata l’icona vicino alla parola e dai l’OK.
Con Notebook è possibile aggiungere anche gli allegati: clicca la pagina allegati simboleggiata dalla graffetta in alto a sinistra; si apre una finestra, dà il comando inserisci e scegli in base alle tue esigenze di lavoro una opzione fra le seguenti: copia di un file, un collegamento a un file o a un sito web, così crei un dossier.
La mappa ora visualizza le connessioni fra i documenti e mostra anche la relazione che ci sono fra questi.
Didatticamente
Questa procedura è stata utilizzata per:
1. allargare il campo semantico della ricerca;
2. macropianificare collettivamente un argomento con gli allievi per sviluppare poi un testo; i link e gli allegati
costituiscono un materiale documentato a cui ricorrere per ricavare ulteriori idee.
Norma Gasperetti
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Autobiografia di Menely
Pubblicato da mengonelisabetta su 10 dicembre 2008
Ho voluto iniziare l’avventura di Didapat allo scopo di mettermi alla prova, per l’ennesima volta, con il mondo delle “macchine” informatiche.
Purtroppo non ho mai avuto tanta dimestichezza con la tecnologia e l’avvento delle “nuove tecnologie”, cosa successa in età adolescenziale, mi ha messo profondamente in crisi.
Ricordo che ho faticato a prendere la decisione di acquistare un telefonino e ancora oggi non so utilizzarlo al meglio, visto che molte funzioni sono per me sconosciute; sono stata costretta a imparare a usare il computer per scrivere la mia lunghissima tesi di laurea ma quante crisi di nervi!! Infatti, oltre a digitare tasti a caso, non sapevo fare granchè altro. Per diventare un po’ più consapevole, mi ero persino iscritta a un corso di computer carissimo: non ci sono stati benefici perché al conduttore del corso non interessava che i corsisti imparassero, quindi parlava utilizzando termini incomprensibili senza mai alzare gli occhi dal suo monitor; io prendevo appunti, ma non capivo e intanto il mio odio per il computer cominciava a crescere.
Ho fatto pace col PC, solo quando ho frequentato la SSIS di Rovereto, dove ho imparato ad essere più autonoma nella realizzazione di documenti informatici (prima dipendevo totalmente da mio fratello più piccolo) e ho capito quanto poteva essere utile il computer al lavoro che avrei fatto “da grande”: l’insegnante.
Ma fra me e l’informatica non è mai nato l’amore: forse perché il computer mi ha sempre dato problemi agli occhi e alla vista, forse perché, essendo pigra per natura, faccio fatica ad applicarmi in ciò che mi costa fatica, chissà … Sta di fatto che, contrariamente a tutte le mie amiche, uso pochissimo la mail per comunicare o spedire foto e tutti gli allegati strani che circolano in rete, e, cosa ancora più grave secondo la maggior parte dei miei coetanei, non mi sono ancora iscritta a Facebook!! Grave, soprattutto perché le mie relazioni sociali ne stanno subendo il contraccolpo!
Dopo tutta questa introduzione, si capisce che per me non è stato facile affrontare e portare a termine il corso di Didapat.
Questo corso non prevedeva solo una frequenza seria e continuativa (questo compito l’ho assolto abbastanza bene o comunque mi sono sforzata a farlo), ma avrebbe richiesto anche un lavoro a casa basato sull’esercizio delle procedure apprese nell’utilizzo dei vari programmi, su un coinvolgimento attivo nel forum, ecc.
Devo ammetterlo: ho tralasciato quasi totalmente i “compiti” che avrei dovuto fare a casa, nonostante mi rendevo conto che solo così avrei veramente imparato. Fortunatamente, i conduttori del corso non mi hanno mai fatto pesare questa cosa e, pazientemente, si sono sempre messi a disposizione per rispiegare contenuti e procedure, anche più volte.
Ho molto apprezzato questo atteggiamento, non mi sono mai sentita giudicata e quindi ciò ha evitato che non mi allontanassi ancora di più dal mondo delle “macchine” informatiche. Mi sono inoltre resa conto che questo mondo è molto cambiato negli ultimi anni ed è sempre più accessibile a tutti, anche agli inguaribili imbranati come me. Devo solo sbloccarmi e sono certa che questo corso, grazie alla disponibilità e all’entusiasmo di colleghi e relatori, mi ha dato tanti imput per provarci.
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Autobiografia di Lucy
Pubblicato da luciaw su 10 dicembre 2008
AUTOBIOGRAFIA RORMATIVA
La motivazione che mi ha portato ad iscrivermi al corso è partita dalla consapevolezza della mie limitate competenze in materia, unita alla voglia di imparare a muovermi con più scioltezza all’interno del panorama delle NT.
Tutto ciò sull’onda dell’esperienza positiva di una collega (che stava già frequentando un corso di questo tipo), e che aveva portato a scuola una ventata di novità in ambito informatico, proponendo attività nuove da svolgere con le classi.
Il corso si è rivelato da subito coinvolgente, sia per quanto riguarda la conduzione che per il clima instauratosi con le altre partecipanti. Ognuno aveva la possibilità di confrontarsi e scambiarsi dubbi e perplessità, che venivano puntualmente chiariti dai relatori. Inoltre era offerta la possibilità di relazionare con i partecipanti tramite la piattaforma DidaPAT.
Gli imput ricevuti sono stati molti e diversificati: hanno permesso di ampliare i miei orizzonti all’interno del mondo “infinito” del web 2.0 (se uno non ci mette il naso, non se ne rende conto!).
Una proposta di lavoro in particolare ha attirato la mia curiosità. Si tratta della costruzione dell’artefatto sinestetico ( il termine ha un non so che di magico, in realtà si tratta dell’interpretazione di un testo d’autore con l’integrazione di immagini, parole ed eventualmente musica e/o parlato). Con mia grande soddisfazione personale sono riuscita ad ottenere un artefatto di una poesia che avevo affrontato con gli allievi. Ho utilizzato immagini scaricandole da Internet, alle quali ho sovrascritto il testo (con Power point). Successivamente Franco, il nostro superman informatico, ha compiuto l’opera inserendo il parlato e la musica di sottofondo utilizzando Audacity (vedi post in Risorse Didattiche) e pubblicando lo slidecast ottenuto in slideshare (se interessa, il titolo è “I pastori” di D’Annunzio).
Confido di poter affrontare con gli alunni qualche proposta appresa, e comunque avrò un atteggiamento più attivo e propositivo nell’avvicinarli in modo critico e consapevole all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Un saluto Lucy
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Autobiografia di Panda
Pubblicato da scarperiangiola su 10 dicembre 2008
AUTOBIOGRAFIA
Ottobre 2007: la collaboratrice del Dirigente Scolastico mi propone di iscrivermi al corso relativo alle Nuove Tecnologie. Io, un po’ stupita e scettica, la guardo e penso che sono già impegnata e “incasinata” in altri corsi extra scolastici e quindi mi chiedo perché avrei dovuto “impelagarmi” con un ulteriore “carico”. Purtroppo, o per fortuna, la collaboratrice del Dirigente mi conosce abbastanza e sa che basta insistere un po’ e io, perdinci, cedo subito. Così mi sono ritrovata, volontariamente, iscritta a questo corso.
Nel febbraio 2008 siamo convocati in Sovrintendenza e io spero che il corso si attivi subito. Passa l’estate, io ho già dimenticato la mia iscrizione e il corso. Si ritorna a scuola con una nuova Dirigente Scolastica che non ama il computer. La Dirigente si presenta in tutti i collegi docenti con lucidi (e noi insegnati diventiamo sempre più “orbi” cercando di decifrare quei geroglifici mignon) e mi dice subito che non mi concede i sei giorni per frequentare il corso d’aggiornamento sulle nuove tecnologie. L’avvio non è male.
Fine settembre 2008: il corso prende l’avvio e io scopro subito quanto non so del mondo sia del computer sia delle nuove tecnologie…mizzica..e qualcosa, dentro di me, chissà che cosa, mi dice che imparerò qualcosa di nuovo, interessante e …bello. Ecco la mia motivazione: ho sempre bisogno di imparare, di scoprire il passo successivo. È questo che mi dà la spinta, la carica e la voglia di esserci.
Ammetto poi che ho trovato docenti disponibili e attenti che ci hanno proposto tecnologie didattiche interessanti di cui ignoravo l’esistenza. Il clima d’aula è buono, collaborativo e, aggiungerei, anche sereno, insomma un clima adatto ad un buon apprendimento. La disponibilità dei docenti è anche online, ma io, scioccamente, non mi decido mai …che dire?
I maggiori insuccessi li raggiungo a casa con il mio computer ribelle che mi “butta” spesso fuori gioco… e eccomi, quindi, ad “ostregare”…ma, poco dopo, eccomi di nuovo a riprovare, a scaricare software e i vari componenti, a sperimentare, ecc.
E i successi? La scoperta di Picasa e di Photoscape, l’uso di Scrapbook per lo studio, la realizzazione dell’artefatto sinestetico della poesia Il Lampo e quello per spiegare come si realizza in un post nel blog con Lucia, il post per il “nostro” blog, lo slidecast de “Il corvo e la volpe” realizzata in gruppo utilizzando Audacity, il nostro albero genealogico con Cmap, ecc.
Il corso mi ha aperto la mente su un nuovo ed efficace utilizzo del computer, di internet, ecc, nell’attività didattica, e non solo, e mi ha fatto scoprire che c’è un mondo del quale io sapevo ben poco e che vale la pena esplorare. Gli stimoli e gli spunti ricevuti mi faranno “partire” verso nuove esperienze e di sperimentare ciò che ho appreso.
Che dire di più? Nulla se non un sincero grazie a Roberta e Franco, i docenti d’aula, che mi hanno veramente introdotto nei meccanismi di questo mondo.
Un arrivederci
Panda
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Web album realizzati con PICASA
Pubblicato da ro61 su 10 dicembre 2008

Un collage realizzato con Picasa
Per chi possiede una casella di posta elettronica “Gmail” è molto facile scaricare Picasa ed avere un modo semplice, ma efficace di ordinare le proprie immagini e di lavorare con esse modificandole, arricchendole con titoli e didascalie, realizzando collage e slideshow… Non solo: il programma permette di condividere i prodotti realizzati (album) pubblicandoli sul Web.
Quando si installa Picasa, viene eseguita la scansione dell’ hard disk e le foto già presenti sul computer vengono organizzate in cartelle. Queste cartelle e gli album creati costituiscono l’organizzazione delle foto in Picasa.
Durante il corso di formazione DIDAPAT sulle nuove tecnologie per la didattica, ho cominciato ad apprezzare il programma e ad intuirne alcuni possibili usi a livello didattico.
In particolare, mi sembra interessante poter lavorare con i ragazzi della mia classe (una terza media) su alcune immagini significative, che permettano, nello stesso tempo, di memorizzare e approfondire contenuti legati al programma di storia. Ho notato, infatti, che molti alunni comprendono e ricordano meglio un argomento se è stato presentato anche attraverso l’immagine e penso che guidarli nella costruzione di un loro album potrebbe essere un metodo efficace e coinvolgente.
Io stessa, durante l’incontro di formazione, mi sono cimentata nella costruzione di un piccolo album che aveva come tema la propaganda fascista e intendo riproporre lo stesso argomento ai ragazzi, visto che questo sarà anche oggetto di approfondimento nel corso di un’uscita didattica.
Alcuni accenni al percorso che intendo svolgere con gli alunni (quasi una riflessione ad alta voce…)
Dopo aver introdotto l’argomento dividerò i ragazzi in piccoli gruppi e chiederò loro di cercare, in siti Web da me indicati, alcune immagini relative a diversi aspetti della propaganda fascista (lavoro, sport, ruolo della donna, tempo libero…). Queste immagini andranno inserite in un album Picasa.
Con l’aiuto di quanto possono trovare sul loro libro, su altri testi e su siti da me indicati, dovranno poi corredare ogni immagine con una breve didascalia. Potranno anche realizzare collage con immagini significative o creare brevi filmati.
L’album andrà quindi presentato ai compagni con l’ausilio della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale).
Il percorso didattico al Museo di Rovereto risulterà così la coerente conclusione di un percorso didattico e costituirà un utile momento di consolidamento e approfondimento.
Questa ipotesi di lavoro, ancora in fase di progettazione, contribuisce al raggiungimento di competenze e abilità:
- acquisire informazioni in internet ed interpretarle;
- individuare collegamenti e relazioni;
- ricercare nel web;
- aggregare le informazioni in vista di un progetto didattico;
- catalogare e indicizzare le immagini;
- elaborare informazioni usando più codici diversi in modo integrato
Roberta De Marchi
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