Abbiamo finito gli incontri in presenza dei nostri corsi DidaPAT 2008 (BMS2 e CU3) così …
Un finale suggestivo e quantomai natalizio, documentato in un web album realizzato con Picasa, mettendo on line le foto realizzate con un palmare.
La tecnologia è ormai mobile, ci segue nel quotidiano con “naturalezza” e tutto può finire nella grande rete che ormai, oltre alle informazioni, contiene le persone, i loro pensieri, i loro prodotti, i loro modi di essere, gli eventi a cui partecipano, le loro emozioni e percezioni del mondo in una “grande conversazione“.
Pensare, studiare, produrre, rappresentando se stessi e proponendosi al dialogo in Internet, divenuta ormai dimensione gobale d’incontro: una potenzialità enorme per la didattica, anzi un modo imprescindibile per gestire i processi di apprendimento e l’educazione alla nuova cittadinanza digitale. La scuola può superare i limiti dell’apprendimento “fuori contesto”, può uscire dall’autoreferenzialità delle produzioni “scolastiche”, può passare dalle simulazioni alle azioni concrete, rendendo ricche di significati reali le esperienze realizzate dagli studenti.
Anche attività tradizionali come quella del V Circolo di Treviso, dal titolo “E la neve cade …” (tanto per rimanere in clima), di ormai lontana realizzazione (2000-2001, un’era per la velocità di sviluppo di Internet), in cui i bambini, guidati dalla maestra Eliana, scrivono poesie e le illustrano con disegni, assumono oggi significati più profondi nel nuovo Web: se la rete allora era fatta di “siti” in cui pubblicare i propri scritti, collocare i propri cartelloni, oggi essa si propone come insieme di “luoghi” in cui i singoli e le comunità agiscono e sviluppano forti relazioni. Quei bambini del 2000, ormai adolescenti, se ieri semplicemente presentavano i loro elaborati scolastici, propongono oggi, di fatto, un momento dello sviluppo della loro personalità all’interazione e all’incontro con gli altri.
Franco Torcellan







